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COLLUTTORI ANTISETTICI
Per la salute della bocca, oltre alla cura dei denti, vanno tenute sotto controllo le gengive.
Per la salute della bocca, oltre alla cura dei denti, vanno tenute sotto controllo le gengive, ben più sensibili dei denti alle aggressioni dei microrganismi presenti nella bocca o alle lesioni che possono derivare dal contatto con il cibo. Va soprattutto ricordato che l’attacco degli acidi è massimo nei dieci minuti che seguono il pasto e che la fermentazione batterica è particolarmente attiva durante la notte.
Per questo è importante abituarsi a lavare i denti subito dopo ogni pasto, con particolare cura di sera, dopo cena. Se siete impossibilitati a usare spazzolino e dentifricio - magari all’ora di pranzo - potete ricorrere alle gomme da masticare, sempre che siano a base di xilitolo. I chewing gum sono antiestetici - è bene non farne uso in pubblico, soprattutto nelle relazioni di lavoro - ma sono certamente efficaci a tutela dei denti, ove dentifricio e spazzolino non siano a portata di mano.
Senza un’adeguata igiene orale le gengive tendono a infiammarsi, dando luogo a frequenti patologie (gengiviti). Senza generare dolore o particolare fastidio, le gengive si gonfiano e soprattutto 10 assumono una colorazione ben diversa dall’abituale (il rosa): diventano di colore rosso vivo e danno luogo a sanguinamenti al solo contatto con lo spazzolino. «Causa primaria della gengivite è la placca batterica», chiarisce il professor Stefano Govoni, docente di Farmacologia a Pavia, «non altro che una pellicola che aderisce tenacemente ai denti e alle gengive, composta da batteri, in particolare streptococchi, miscelati con saliva e altre sostanze. La placca, se non si rimuove, si può calcificare dando luogo al tartaro. In parecchi casi, oltre all’infiammazione e al sanguinamento, ha luogo la retrazione della gengiva. Il tessuto gengivale tende a ritirarsi, lasciando scoperta la base del dente. Oltre al danno estetico, c’è un rischio maggiore di malattie dei denti, sino alla loro caduta».
Mai esagerare
Non basta, oltre ai batteri e al tartaro, la gengivite può essere causata da piccoli, ripetuti traumi. Un buon esempio viene dallo spazzolamento eccessivo (c’è chi insiste, usa lo spazzolino come una clava) o da malattie debilitanti. Anche le carenze vitaminiche, gli squilibri ormonali, lo stesso fumo di sigaretta e l’abuso di alcolici possono produrre la gengivite. Una soluzione efficace viene dai collutori, grazie alla medicazione del cavo orale, attraverso sciacqui vigorosi e gargarismi. Unitamente al filo interdentale, a spazzolino e dentifricio, i collutori concorrono a una corretta igiene orale. «Parecchi prodotti in commercio sono efficaci antiplacca, ad esempio quelli a base di clorexidina», chiarisce Govoni, «ma la gran parte di essi si configura come un blando antinfiammatorio, utile per l’igiene della lingua. Non dimentichiamo che la lingua è come un tappeto che porta in giro per la bocca ogni genere di batterio».
L’alitosi
Dei collutori beneficia anche l’alito. In proposito, ascoltiamo cosa ci racconta il professor Govoni: «L’alito sano non ha odore, quindi l’alitosi (l’alito cattivo nell’accezione comune) può dipendere da una serie di disturbi. Nel 90% dei casi l’alitosi deriva da patologie di denti e gengive, perché nella lingua e nei solchi gengivali si annidano i germi che producono i gas responsabili del cattivo odore. Ma è bene che il problema sia affrontato con l’aiuto del dentista, senza mai sottovalutarlo». Naturalmente, aglio e cipolla danno luogo ad alitosi transitoria, così come imputati di “alito cattivo” possono essere alcuni farmaci e il consumo di alcolici. Chiedetene conto al vostro farmacista. L’alito cattivo, magari al risveglio, si combatte con una buona igiene orale, lavando bene i denti e facendo risciacqui con antisettici, mai sostitutivi di una corretta pulizia. «Alcuni antisettici, ad esempio la clorexidina, sono incompatibili con alcuni componenti delle paste dentifrice per cui bisogna lasciar passare almeno 30 minuti fra l’uso del collutorio e il lavaggio dei denti.
Gli antisettici a base di iodopovidone possono dare luogo ad assorbimenti importanti di iodio, per cui vanno impiegati per tempi non superiori alle due settimane. Ma il farmacista avrà attenzione, come sempre, nel segnalarvelo».
dalla rubrica FAI DA TE INTELLIGENTE in Più Salute n. 4 Luglio/Agosto 2011 - Dossier: Salute enigmistica










